IL PATENTINO DEL RISPETTO
12 agosto 2026 di redazione
IL PATENTINO DEL RISPETTO Autore: Giuseppe Lavenia
Editore: De Agostini
Illustrazioni:
Anno: 2026
Collana:
Prezzo di copertina: €16,90

Non basta sapere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Bisogna imparare a riconoscerlo quando ci si trova dentro una situazione concreta: una battuta che fa ridere tutti ma ferisce qualcuno, un compagno escluso dal gruppo, una foto condivisa senza permesso, un commento sui social che umilia, il silenzio di chi assiste e non interviene.

È da questa quotidianità, molto vicina all’esperienza dei ragazzi, che parte Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta da anni impegnato sui temi delle dipendenze digitali, del cyberbullismo e del benessere delle nuove generazioni, nel suo Il patentino del rispetto. Storie per fare la cosa giusta, pubblicato da De Agostini e rivolto in particolare ai lettori dagli 11 anni.

Più che un manuale, il libro è un percorso. Attraverso storie ambientate soprattutto nel mondo della scuola e delle relazioni tra coetanei, Lavenia affronta questioni complesse come il consenso, gli stereotipi, le prese in giro, la reputazione online, la vergogna, la solitudine e la responsabilità di chi assiste a un’ingiustizia. Situazioni nelle quali raramente esistono risposte automatiche e dove, invece, è necessario allenare la capacità di mettersi nei panni dell’altro.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più riusciti del volume: il rispetto non viene presentato come un insieme di regole imposte dagli adulti, ma come una competenza da costruire. Rispettare significa riconoscere i confini propri e altrui, capire quando una battuta smette di essere divertente, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e trovare il coraggio di non adeguarsi al gruppo quando il gruppo sbaglia.

Alla narrazione si affianca una parte pratica fatta di parole chiave, attività e piccoli impegni da portare nella vita quotidiana. Il “patentino” del titolo diventa così un espediente ludico: superando le diverse sfide, il lettore conquista simbolicamente dei bollini, fino a comprendere che l’obiettivo non è ottenere un attestato, ma trasformare un principio astratto in un comportamento concreto.

Il linguaggio diretto e accessibile permette ai ragazzi di riconoscersi facilmente nelle situazioni raccontate, senza la sensazione di trovarsi davanti all’ennesima lezione sull’educazione o sulle buone maniere. Ed è forse proprio qui che il libro trova la sua utilità maggiore: nel creare occasioni di confronto. Può essere letto autonomamente, ma si presta altrettanto bene a diventare uno strumento per insegnanti, educatori e genitori, da utilizzare per aprire discussioni in classe o in famiglia.

Recensione a cura di Elisa Tomassoni

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