DAG – Digital Art Gallery a Gorizia
23 dicembre 2025 di Redazione
DAG – Digital Art Gallery a Gorizia

Un tunnel che diventa opera d’arte, un passaggio urbano che si trasforma in esperienza sensoriale condivisa. È questa la visione alla base di DAG – Digital Art Gallery, la nuova galleria d’arte digitale immersiva che prende vita nella rinnovata Galleria Bombi, destinata a diventare la più grande opera di arte digitale d’Europa.

Con oltre 300 metri di percorso, di cui 100 completamente rivestiti da LED di ultima generazione, DAG si estende su 1.000 metri quadrati di superficie digitale, dando forma a uno spazio in cui arte e tecnologia si fondono in modo radicale. Non una semplice mostra, ma un ambiente immersivo continuo, pensato per essere attraversato, vissuto, condiviso.

La galleria è stata inaugurata il 16 dicembre con una grande installazione site-specific di Refik Anadol, tra gli artisti più influenti al mondo nel campo della digital art e dell’estetica dei dati. I suoi lavori sono stati esposti in istituzioni di primo piano come il MoMA, il Centre Pompidou, la Serpentine, Palazzo Strozzi e The Sphere.

Qui, l’architettura del tunnel non è più un semplice spazio di passaggio: diventa una grande opera di arte pubblica immersiva, accessibile a tutti.

Data Tunnel: un organismo digitale vivo

L’installazione, intitolata Data Tunnel, trasforma la Galleria Bombi in un vero e proprio organismo digitale. Un flusso visivo continuo percorre l’intera estensione del Ledwall, avvolgendo il visitatore in un’esperienza in costante mutazione.

Il progetto nasce dalla ricerca di Anadol sul Large Nature Model, un modello di intelligenza artificiale addestrato su milioni di immagini ambientali e dataset provenienti da musei e archivi scientifici internazionali, raccolti e curati secondo principi etici e sostenibili. In questo processo, i dati diventano pigmento, memoria e materia visiva, generando forme organiche in continua trasformazione.

Natura, tecnologia e percezione entrano così in dialogo, ridefinendo il tunnel come un corridoio culturale e simbolico, uno spazio che non si limita a essere attraversato, ma che invita a rallentare, osservare, lasciarsi coinvolgere.

Data Tunnel occuperà gli spazi della DAG per un anno. L’ingresso è gratuito e gli accessi saranno gestiti da ERPAC

di Elisa Tomassoni

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