David Almond
21 aprile 2017 di Redazione
David Almond

Scrittore tra i più innovativi, David Almond arriva ora in libreria con un nuovo romanzo, Mio papà sa volare, appena pubblicato da Salani. Una storia colorata, briosa, surreale dedica ai lettori più giovani dove Almond rivela un nuovo registro della sua scrittura dove il magico e il fantastico si fondono in un’atmosfera luminosa e lieve.

Una storia fantastica e delicata che ha per protagonista una bimba, Lizzie, che ricorda il grande personaggio di Roald Dahl, Matilde. Da quando la mamma non c’è più Lizzie deve occuparsi del suo stravagante papà lo sveglia, gli ricorda di mangiare, lo coccola e sogna insieme a lui. Con lui decide di partecipare a una folle gara dove l’utopia e il sogno si trasformano in una straordinaria opportunità per conoscersi e imparare a volersi bene in qualunque situazione. Abbiamo incontrato il grande scrittore inglese, vincitore anche del prestigioso dell’Hans Christian Andersen, la massima onorificenza della narrativa per l’infanzia, per parlare d questo suo ultimo lavoro.

 

Per la prima volta si rivolge a un pubblico di lettori più piccoli. Come mai questa scelta?

Avevo pensato di scrivere una storia per mia figlia, che all’epoca aveva 8 anni. È nato così un racconto con molto colore, molta azione e anche tante risate adatte ad un pubblico più giovane rispetto alle mie usuali storie. Quando ho scritto questa storia l’ho immaginata anche molto illustrata e credo che le immagini di Polly Dunbar diano ancora più brio e dinamicità alla storia.

Come è nata la storia di Mio papà sa volare,?

Direi che tutto è partito da Lizzie. Un giorno me la sono “vista” che parlava con qualcuno che stava al piano di sopra, non sapevo ancora chi fosse la persona alla quale si rivolgeva. Potrei dire che con Mio papà sa volare è stata Lizzie a generare la storia e non il contrario.

Lizzie dice al suo papà: “Non importa se voliamo o cadiamo. Tu hai me, io ho te. Ci proviamo insieme. È questo che conta”. Un messaggio molto bello, molto forte…

È importante che grandi e piccoli imparino a condividere non solo il tempo ma anche i sogni più segreti, le utopie. Non bisogna farsi travolgere dalla paura di non farcela, bisogna provare. Questo è un messaggio importante da passare ai nostri figli. La vita è fatta di aspirazioni, prove e tentativi. E quando si fallisce in realtà non tutto è stato uno sbaglio ma un’occasione per conoscersi meglio e condividere le esperienze con le persone che più amiamo.

 

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